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IMMUNITA' E SENESCENZA


Fondazione Raphael

Secondo recenti studi, sembra che l'invecchiamento non é solo il frutto di alterazioni cellulari, ma contribuiscono ad esso il Sistema Endocrino, il Sistema Immunitario e il Sistema Nervoso Autonomo.
Durante la Senescenza si sono osservate alterazioni immunologiche aventi per effetto il decadimento delle funzioni di difesa, contribuendo cosi al fenomeno biologico globale dell'invecchiamento.
Le cellule derivanti dal Timo e la funzione delle cellule NK (Natural Killer) subiscono con l'avanzare dell'età profonde modificazioni. Infatti, non solo si assiste a una diminuzione del turnover dei Linfociti T citotossici, ma anche di quelli ad azione modulatrice (T-helper, T-suppressor). Da ciò consegue un'alterazione dell'Immunità cellulomediata e delle funzioni dei Linfociti B. L'attività citotossica delle cellule NK, diretta contro le cellule tumorali, è anch’essa fortemente compromessa.


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TABELLA 1
Principali alterazioni immunologiche della senescenza
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Riduzione del numero dei Linfociti T
Alterazioni quantitative e funzionali dei Linfociti T soppressori
Ridotta produzione di citochine (IL-2)
Ridotta espressione dei recettori per IL-2
Aumento del numero di "large granular lymphocytes" circolanti con ridotta attività delle cellule NK
Ridotta espansibilità clonale delle cellule staminali
Ridotta efficienza fagocitica dei Macrofagi
Atrofia timica con ridotta secrezione di ormoni timici
Varie anomalie del controllo neuroendocrino della risposta immune
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Il difetto immunologico presente nell'invecchiamento era considerato fino a qualche tempo fa irreversibile, ma recenti studi hanno messo in discussione questo assunto.
Le alterazioni della senescenza sembrano soprattutto agire sui rapporti esistenti tra immunotrasmettitori e circuiti neuroendocrini. Infatti, si ritiene che vi sia un circuito bidirezionale tra Sistema Immunitario e Sistema Neuroendocrino. Da questa considerazione nasce una nuova interpretazione del Sistema Immunitario: esso funziona come organo sensoriale per stimoli non cognitivi e trasmettere informazioni al Sistema Nervoso ed Endocrino.
E' proprio sul circuito antigene-dipendente che si innesca l'azione immunoregolatrice del BIOTIC il quale è in grado nel soggetto anziano, attraverso l'attivazione del Sistema Immunitario, di far produrre citochine e sostanze ormonali. Ciò spiega come pazienti anziani (70-80 anni), trattati con BIOTIC con somministrazione per via orale di 2 flaconcini per 10 giorni/mese per un periodo di 3 mesi, non solo recuperano l'attività immunologica ma riprendono molte attività del Sistema Endocrino e del Sistema Nervoso, che risultavano precedentemente al trattamento rallentate o addirittura sopite.
Abbiamo più volte osservato una ripresa netta dei metabolismi, una maggiore attività del Sistema Endocrino con ripresa vigoria sessuale e un'immunità più pronta agli stimoli antigenici esterni: ad esempio, il paziente anziano non contrae il virus influenzale pur non essendo vaccinato, a differenza degli altri componenti del gruppo familiare che vanno incontro alla malattia.
BIOTIC può senza dubbio considerarsi un ottimo regolatore e stimolatore della funzione immunologica nei soggetti anziani, un vero e proprio preventivo contro l'avvento di affezioni batteriche o virali (spesso causa di gravi e mortali complicanze), con un buon miglioramento dei metabolismi e dell'attività ormonale. Da non trascurare affatto è che BIOTIC non causa effetti indesiderati o di intolleranza, nonostante si tratti di soggetti anziani e quindi particolarmente delicati.

 

2011 Senescenza. © Dina Gomes
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