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ADJUVANT 
Cancro del Cane e del Gatto 

 

Negli anni l’incidenza del Cancro nei cani e nei gatti è aumentata. Il 45% di essi, raggiunta l’età di 10 anni, muore per Cancro. Le statistiche parlano di un incremento del 150% a partire dal 2001 ad oggi, con remissioni a un anno inferiori al 5%.
In Italia non esiste ancora un registro tumori di tutto il territorio nazionale, ma non c’é dubbio che i Veterinari diagnosticano e si trovano a confrontarsi con questa patologia in modo sempre più frequente.
Nei cani e nei gatti si riscontrano le stesse forme tumorali dell’uomo, con particolare presenza del Cancro della mammella, del colon, linfomi, sarcomi, melanomi.
L’unico dato certo finora osservato è che i gatti, pur essendo meno colpiti rispetto ai cani, presentano un diverso grado di malignità ovvero sviluppano in genere forme più aggressive. Si è inoltre visto che le femmine di cane non sterilizzate da giovani sviluppano con maggiore frequenza il Cancro della mammella, mentre alcuni Linfomi del gatto sembrano associati alla presenza del virus della leucemia felina (FelV).
Ma anche per i nostri piccoli animali, quando si discute di Cancro, in verità sono solo supposizioni poiché, come per l’uomo, niente si sa ancora di sicuro in particolare per quanto riguarda l’etiologia.
Così come per la diagnostica umana, i mezzi di indagine a disposizione del Veterinario sono di notevole importanza per la diagnosi precoce, così come i mezzi di prevenzione.
La terapia primaria rimane la chirurgia, ove possibile, mentre opinioni contrastanti riguardano la chemioterapia. La chemioterapia è particolarmente utilizzata nei Linfomi non trattabili chirurgicamente, con sopravvivenza media valutata di 6-18 mesi. Viene associata alla chirurgia in altre forme neoplastiche (in particolare nei sarcomi dei tessuti molli). Purtroppo i chemioterapici provocano importanti effetti collaterali e spesso, in particolare nei gatti, fin dalla seconda somministrazione inducono un’anemia importante e a volte irreversibile e sembra che i gatti abbiano in generale una minore tolleranza alla chemioterapia, inferiore a quella stessa dell’uomo.

Gli studi fatti con il Farmaco Omeopatico "Vet Homeopathic Supporting Adjuvant" (ADJ) somministrato agli animali da compagnia (cani e gatti) affetti da patologie varie (cancro, cheratite, FelV, FIV, disturbi intestinali), hanno messo in evidenza come nella maggior parte dei casi essi rispondono prontamente e positivamente alla sollecitazione immunitaria.

Le risposte immediate riguardano la ripresa dei normali comportamenti dell’ animale, il ritorno dell’appetito, il veloce recupero e la riduzione del periodo di convalescenza dopo un intervento chirurgico, la netta riduzione degli effetti collaterali dovuti alle eventuali chemioterapie, il prolungamento della sopravvivenza.
Questi risultati, accompagnati dal fattore di non minore importanza, relativo all’assenza di effetti collaterali, sono estremamente importanti poiché consentono di aiutare i nostri “amici” a raggiungere e mantenere una buona qualità di vita, nonostante la gravità della malattia.

LINFOMA

Alcune razze canine sono più colpite rispetto ad altre, indipendentemente dall’età e dal sesso.
Nel gatto l’insorgenza della patologia risulta con molta probabilità legata alla presenza del virus FelV, mentre nel cane l’etiologia rimane del tutto incerta, anche se si è osservata una predisposizione genetica in relazione alla razza o al manifestarsi della malattia in membri appartenenti alla stessa famiglia.
La malattia ha in genere esito infausto entro poche settimane negli animali non sottoposti a chemioterapia, 8-15mesi è la sopravvivenza media nei cani trattati con chemioterapici.

Lo studio osservazionale con ADJ è stato fatto su cani in fase avanzata di malattia e con prognosi infausta a breve termine.
Sono stati presi in esame 19 soggetti (6 meticci, 4 pastori tedeschi, 3 boxer, 5 setter, 1 Labrador), di entrambi i sessi e di età compresa tra 6 e 14 anni, con Linfoma multicentrico ad elevato grado di malignità al III stadio, diagnosticato con esami per immagine o con esame citologico, non sottoposti a intervento chirurgico.
Parametri ematochimici valutati: emocromo, piastrine, albumina, proteine totali, globuline, ALT, AST, GGT, ALP.
Tutti i soggetti presentavano linfomegalia generalizzata, 12 di essi erano in trattamento polichemioterapico, 3 erano stati trattati con corticosteroidi senza alcun tipo di beneficio sulla sintomatologia, 4 non erano sottoposti ad alcun trattamento.
ADJ è stato somministrato per via sottocutanea per periodi di 15 giorni (1 fiala/giorno) alternati a periodi di sospensione (7 giorni), per un periodo totale di 3 mesi. Il mantenimento é stato fatto somministrando per via orale 2 fiale al giorno per 10 giorni ogni mese


 

Terminato il trattamento con ADJ, nei soggetti in contemporaneo trattamento chemioterapico si è evidenziato nel 45% dei casi un netto miglioramento dell’emocromo e di tutti gli altri parametri valutati. Ciò ha reso possibile proseguire i cicli di chemioterapia secondo i tempi prestabiliti dai protocolli, visto il notevole attenuarsi, se non lo scomparire, degli effetti indesiderati.
Nei soggetti trattati con cortisonici, cosi come nei soggetti non facenti alcun’altra terapia se non il trattamento con ADJ, i risultati positivi dei valori ematochimici sono stati ancor più evidenti, subitanei e di maggiore entità (60% dei casi). I soggetti hanno inoltre avuto notevole beneficio sulla sintomatologia.
La sopravvivenza media nei soggetti in CT è stata di 20 mesi, nei soggetti trattati con solo ADJ di 28 mesi.

 

Il Farmaco Omeopatico Adjuvant  per il Trattamento dei Conigli da Allevamento

 


I conigli da allevamento sono soggetti a elevata incidenza di malattia pari al 50%, nonostante l'utilizzo dei mangimi medicati. Ciò comporta un’ altrettanto elevata percentuale di mortalità che penalizza non poco gli allevatori.
In questo studio si vuole valutare se il Medicinale Omeopatico "Vet Homeopathic Supporting Adjuvant" (Adj) può essere un mezzo utile per ridurre la mortalità e l'incidenza di malattia negli allevamenti industriali di conigli, senza provocare effetti indesiderati che sono di ulteriore danno per gli animali da macello.
Sono stati istituiti due gruppi iniziali di conigli da allevamento di uguale età, peso corporeo e mantenuti in identiche condizioni ambietali:
1° Gruppo, 3 femmine gravide alimentate con mangime da fattrice senza antibiotici né coccidiostatico, 15ml Adj in1lt di acqua al giorno;
2° Gruppo, 3 femmine gravide alimentate con mangime da fattrice e pretrattate con coccidiostatico.
Dopo 40 giorni in media le femmine di entrambi i gruppi partoriscono, vengono quindi istituiti due sottogruppi:
Gruppo 1°/A, 24 piccoli, allattamento materno per 40 giorni da fattrici alimentate con mangime senza antibiotici né coccidiostatico;
Gruppo 2°/A, 24 piccoli, allattamento materno per 40 giorni da fattrici alimentate con mangime da fattrice con aggiunta di coccidiostatico, ossitetra diluito in acqua ogni 40 giorni somministrato alla madre e ai piccoli.
Dopo lo svezzamento, tutti i piccoli vengono divisi dalla madre e separati in gabbie di 8 animali ciascuna.
Il Gruppo 2°/A assume per 30 giorni mangime con antibiotici intestinali e per le vie respiratorie, mentre il Gruppo 1°/A viene trattato con 20ml di Adj diluito in 1lt di acqua.
Secondo la normale prassi che precede la macellazione, gli animali vengono infine divisi in 2/gabbie e alimentati tutti con mangime privo di antibiotici per 20 giorni.
I controlli ematici vengono effettuati in tutta la prole al momento dello svezzamento e prima della macellazione

E' stato anche valutato il peso degli animali di entrambi i gruppi:

Del Gruppo 1°/A sono sopravvissuti fino al momento della macellazione 14 esemplari (58,3%), del Gruppo 2°/A 6 esemplari (25%)



I risultati di questo studio sono molto interessanti, data la notevole percentuale di sopravvivenza dei soggetti trattati con Adj, senza utilizzare mangime medicato.
A ciò si aggiunge anche il fatto che questi stessi animali presentavano al momento della macellazione un peso corporeo superiore rispetto ai controlli trattati unicamente con mangime medicato: ciò é indice dello stato di buona salute degli animali.
Per quanto riguarda i valori ematologici nei trattati con Adj, si è riscontrato un moderato aumento delle globuline, albumina, proteine totali, linfociti, indice e conferma dell'azione immunomodulante del medicinale omeopatico Adj, che agisce senza provocare improvvisi picchi o valori alterati.
Tutti i soggetti trattati non hanno mai manifestato alcun segno di intolleranza al prodotto, nonostante l'età neonatale particolarmente delicata.

2011 Studi clinici. © Dina Gomes
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