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Sono Biologa e tale mi sento per un semplice motivo: “Biologia” significa studio della vita e io la vita la intendo, la sento, la vivo, in tutta la Natura.
Col passare degli anni, sempre di più ho capito quanto noi uomini siamo “piccoli” nel credere di essere i padroni del Pianeta Terra, non pensiamo quanti milioni e milioni di anni ci sono voluti perché la Natura stabilisse un suo equilibrio, che tutti ormai sappiamo compromesso proprio dagli interventi umani. Ma ancor peggio è il sapere che spesso l’uomo crede di avere, unicamente lui, i diritti di vita e di morte su tutti gli altri esseri viventi di cui si ritiene padrone, tanto da utilizzarli per trarne vantaggi materiali: pellicce (vedi il massacro delle piccole foche), oggetti preziosi (vedi lo scempio degli elefanti per l’avorio), esperimenti a volte inutili perché già fatti e rifatti (vedi le scimmie e i cani da laboratorio), per non parlare del massacro delle balene !
Mi fermo qui e non vado oltre, ma la discussione potrebbe dilungarsi molto a questo proposito, nonostante l’esistenza di leggi fatte a difesa degli animali.
Per fortuna esistono anche le persone che amano gli animali e si dedicano ad aiutare i più sfortunati, come la mia amica Laura, che mi ha aiutata a salvare un rondinino implume caduto da un nido, insieme a Paola a trovare un padrone affettuoso per Dida, dolcissimo cane abbandonato in un parco di Siviglia. Mi ha aiutata ad aiutare tanti cani e gatti ammalati ai cui Veterinari la Fondazione Raphael ha procurato le medicine per curarli, per aiutarli a vivere degnamente e senza sofferenza.
Questo capitolo “VETERINARIA” è dedicato unicamente a loro, ai nostri “amici”.

                                                        Anna

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Sono nel mio salotto, in un raro momento di relax, accomodata sul divano. In casa non c’è nessuno, ma non sono sola, letteralmente “circondata” dai miei animali: un gatto sulle ginocchia, due sulla spalliera del divano, uno sul mio seno con le zampette protese verso le mie spalle, quasi ad abbracciarmi; ognuno di loro comunica con me facendo le fusa secondo un ritmo tutto suo, che ormai so riconoscere anche ad occhi chiusi. Alla mia destra, accucciata accanto a me, c’è Lilli, la mia cagnolina, beata per le carezze che le faccio di tanto in tanto.
Sono parte della mia famiglia e della mia vita: per loro posso “consumare” il mio tempo, spendere denaro, rinunciare ad una vacanza. Senza sacrificio, perché se lo meritano, se non altro per l’amore gratuito e la gioia che mi danno. Personalmente sono convinta che gli animali, esseri senzienti, siano una parte importante e straordinaria della creazione e che noi abbiamo bisogno di loro non meno di quanto essi abbiano bisogno di noi.
Ma sono ancora molti, purtroppo, coloro che hanno verso gli animali non solo un atteggiamento di incuria o di insensibilità, ma anche di fastidio se non di vera e propria intolleranza, atteggiamento che si manifesta in azioni assai turpi, che non onorano l’appartenenza al genere umano, quali la crudeltà e l’abbandono.
Sono iscritta all’ E.N.P.A. (Ente Nazionale Protezione Animali) e cerco di dare il mio contributo per far sì che i diritti degli animali non vengano calpestati, anche facendomi forte di una legge recente molto severa, che purtroppo non sempre viene applicata.
Qualcuno mi dice che sarebbe meglio pensare agli esseri umani, ma io rispondo che la sensibilità deve esserci nei confronti di qualunque creatura indifesa e bisognosa, senza distinzione, e che una cosa non esclude certamente l’altra, ci mancherebbe!
Spesso l’E.N.P.A., soprattutto in certi periodi, deve fare i conti con la pratica indegna dell’abbandono: cuccioli indifesi e allo stremo delle forze vengono trovati per le strade, vicino, o peggio ancora, dentro ai cassonetti, a volte “sigillati” in sacchi di plastica. Ma si trovano anche animali adulti, consegnati ad un destino oscuro dalle stesse mani da cui sono stati accarezzati, magari per convincerli a salire in macchina per portarli lontano e lasciarli per la strada mentre, increduli ed attoniti, vedono il loro “amico” allontanarsi senza di loro, e ancora sperano che tornerà a riprenderli, che stia solo giocando… E quando capiscono che non torna arrivano a sentirsi loro in colpa, temendo di aver fatto qualcosa che meriti una punizione. Ma come, il loro amico non lo sa che anche una bestiola sente la fame, il freddo, il dolore, la tristezza, la paura?
Così, quando non vanno incontro alla morte, possono finire in un canile o gattile, non sempre gestiti da persone perbene.
Mi è capitato di adottare una cagnolina trovata abbandonata legata ad un albero: lo sguardo di Chicca era diverso da quello di un cane che non ha vissuto questo trauma, esprimeva tristezza e paura, che divenne subito gratitudine. Loro, traditi dall’uomo, riescono ad essere grati ad un altro uomo, ad amarlo, a fidarsi di lui. Eppure l’animale dà all’uomo più di quanto riceve da lui: fedeltà, dedizione, amore, compagnia, consolazione. Egli ti ama indipendentemente dalla tua intelligenza, dalla tua cultura, dalla tua agiatezza: egli ti ama anche se tu non ricambi il suo amore, ti ama tanto che non esiterebbe a dare la sua vita per salvare la tua. Noi sapremmo fare altrettanto con loro o con un nostro simile ?
Bisogna avere con la terra e con tutte le sue creature un rapporto amoroso, armonioso e ordinato. Per vivere la sua avventura, l’uomo ha bisogno di aiuto: e noi uomini dovremmo saper riconoscere negli animali i nostri compagni di viaggio.

                                                                                                       Laura


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2 Luglio 2008


Apertura del Nuovo Canile di Valdarno


Il 2 Luglio é stato inaugurato il Canile del Valdarno gestito dall’E.N.P.A., Ente che da sempre si adopera per difendere i diritti degli animali.
Tutto ha avuto inizio nel Marzo del 2002, quando un canile della zona fu posto sotto sequestro per maltrattamenti dall’autorità giudiziaria, che nominò proprio l’E.N.P.A. , nella persona del suo presidente, custode giudiziario. La gestione e la cura di numerosi cani fu affidata ai volontari dell’Associazione che, armati di tanta buona volontà, tanto coraggio e soprattutto di tanto amore per quelle creature spaventate e indifese, riuscirono a portare la “missione” a buon fine.
Da qui e da una forte istanza dei cittadini che in pochi giorni depositarono circa seimila firme, nacque la volontà di far nascere nel territorio un canile gestito da un’Associazione Animalista piuttosto che da privati e che fosse costruito a norma di legge (L.R. n. 43 della Toscana) e quindi decoroso, onde consentire una buona qualità di vita a quelle creature già sfortunate per essere state abbandonate o per essersi perse. Le Amministrazioni Comunali, dal canto loro, si sono adoperate con grande impegno e sensibilità affinché fosse possibile realizzare questo progetto ed hanno dato fiducia all’E.N.P.A., avendo in essa trovato un interlocutore che ha dato sempre garanzia di serietà e trasparenza, nel rispetto delle leggi, finalizzato al benessere degli animali.
Il Canile del Valdarno è una struttura moderna e accogliente, ove non mancano ai nostri amici cibo, cure veterinarie, spazi adeguati e, soprattutto, una buona dose di coccole, fondamentale per il loro benessere.

2011 Presentazione. © Dina Gomes
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